in a manner of speaking

je suis celle qu'on croit que je suis .

Dare you see a Soul at the White Heat?

"Dormi, Socrate?"
"Per nulla", rispose.
"Sai cosa penso?"
"Che cosa?"
"Penso che tu saresti un amante degno di me, il solo che lo sia, e vedo che esiti a parlarne. Quanto ai miei sentimenti, mi son convinto di questo: che è stupido, io credo, non cedere ai tuoi desideri in questo, come in ogni cosa in cui tu avessi bisogno, la mia fortuna o i miei amici. Niente, infatti, è più importante ai miei occhi che migliorare il più possibile me stesso, e io penso che su questa strada nessuno mi può aiutare più di te. Quindi mi vergognerei dinnanzi alle persone sagge di non cedere ad un uomo come te più di quanto mi vergognerei dinnanzi alla massa degli ignoranti di cedere."
Mi ascolta, prende la sua solita aria ironica e mi dice:
"Mio caro Alcibiade, se quel che dici sul mio conto è vero, se ho davvero il potere di renderti migliore, devo dire che ci sai proprio fare. Tu vedi senza dubbio in me una bellezza fuori del comune e ben differente dalla tua. Se l’aver visto questo ti spinge a legarti a me e a scambiare bellezza con bellezza, il guadagno che tu pensi di fare alle mie spalle non è affatto piccolo. Tu non vuoi più possedere l’apparenza della bellezza, ma la bellezza reale, e quindi sogni di scambiare - non c’è dubbio - il rame con l’oro. Eh no, mio bell’amico, guarda meglio! T’illudi sul mio conto: io non sono niente. Lo sguardo della mente comincia davvero a esser penetrante quando gli occhi cominciano a veder meno: e tu sei ancora molto lontano da quel momento."
Al che io rispondo:
"Per quel che mi riguarda, sia ben chiaro, io non ho detto niente che non penso. A te, adesso, decidere ciò che è meglio per te e per me."

"Dormi, Socrate?"

"Per nulla", rispose.

"Sai cosa penso?"

"Che cosa?"

"Penso che tu saresti un amante degno di me, il solo che lo sia, e vedo che esiti a parlarne. Quanto ai miei sentimenti, mi son convinto di questo: che è stupido, io credo, non cedere ai tuoi desideri in questo, come in ogni cosa in cui tu avessi bisogno, la mia fortuna o i miei amici. Niente, infatti, è più importante ai miei occhi che migliorare il più possibile me stesso, e io penso che su questa strada nessuno mi può aiutare più di te. Quindi mi vergognerei dinnanzi alle persone sagge di non cedere ad un uomo come te più di quanto mi vergognerei dinnanzi alla massa degli ignoranti di cedere."

Mi ascolta, prende la sua solita aria ironica e mi dice:

"Mio caro Alcibiade, se quel che dici sul mio conto è vero, se ho davvero il potere di renderti migliore, devo dire che ci sai proprio fare. Tu vedi senza dubbio in me una bellezza fuori del comune e ben differente dalla tua. Se l’aver visto questo ti spinge a legarti a me e a scambiare bellezza con bellezza, il guadagno che tu pensi di fare alle mie spalle non è affatto piccolo. Tu non vuoi più possedere l’apparenza della bellezza, ma la bellezza reale, e quindi sogni di scambiare - non c’è dubbio - il rame con l’oro. Eh no, mio bell’amico, guarda meglio! T’illudi sul mio conto: io non sono niente. Lo sguardo della mente comincia davvero a esser penetrante quando gli occhi cominciano a veder meno: e tu sei ancora molto lontano da quel momento."

Al che io rispondo:

"Per quel che mi riguarda, sia ben chiaro, io non ho detto niente che non penso. A te, adesso, decidere ciò che è meglio per te e per me."

Where there is sorrow there is holy ground.